Il termine "Sassi" nel significato di "rioni pietrosi abitati" è stato utilizzato per la prima volta nel 1204, in riferimento ai 2 caratteristici rioni noti con il nome di Sassi di Matera, il cui aspetto straordinariamente originale ha impressionato i viaggiatori di ogni epoca. Questi rioni nacquero intorno al nucleo originario della città antica, la “Civita”, cuore religioso e politico della città,
occupando le due conche carsiche soprastanti ai dirupi del torrente Gravina.
Contrariamente a quanto si immagina, i Sassi non erano rioni-ghetto dove venivano relegate le classi meno abbienti, ma vi abitavano in origine persone di ogni ceto sociale. Con l' aumentare della popolazione si erano però sovraffollati e la carenza di alloggi aveva indotto numerose famiglie ad utilizzare come abitazioni grotte e cisterne prive di ogni requisito di abitabilità.
Negli anni 50 furono perciò sgomberati dalla Pubblica Amministrazione.
Negli anni 60 fu poi avviato un processo di recupero e valorizzazione dei Sassi, che nel 1993 sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO .
Il primo dei due sassi, il Sasso Barisano è rivolto a nord ovest ed è ricco di giardini, conventi, abitazioni dai portali scolpiti. Il Sasso Caveoso è invece rivolto a Sud, disposto come un anfiteatro romano, con le suggestive case-grotta scavate nel tufo disposte a gradoni lungo il pendio.
Addendrandosi nel fitto tessuto abitativo si può apprezzare la varietà dell' architettura spontanea venuta a formarsi attraverso i secoli e si incontrano complessi monastici scavati nella roccia, cenobi benedettini, laure
bizantine, chiese rupestri.
Tra i monumenti più significativi presenti nei Sassi di Matera citiamo:
- Nel Sasso Caveoso:
la Chiesetta rupestre di Santa Lucia delle Malve, fondata da una comunità benedettina intorno all’ VIII sec., conserva un interessante corredo pittorico
La Chiesa di Madonna dell’Idris, quasi interamente scavata nella roccia, conduce nella cripta di San Giovanni in Monterrone, ricca di notevoli affreschi di varie epoche.
Il cimitero barbarico nel
Rione Malve
Le 4 chiese rupestri del Convicinio di Sant' Antonio
- Nel Sasso Barisano:
La Chiesa di San Pietro Barisano, una delle più grandi Chiese si Matera scavate nella roccia, presenta un' armonica facciata settecentesca ed è affiancata da un campanile terminante a cuspide
La Chiesa della Madonna delle Virtù, chiesa rupestre costruita nel X, XI secolo, che faceva parte di un antichissimo monastero
La Chiesa di S. Agostino, con il lato posteriore a strapiombo sul torrente Gravina, costruita nel 1591 in stile barocco su una cripta rupestre dedicata
a S. Guglielmo
Per comprendere usi e costumi degli abitanti
degli antichi rioni dei Sassi di Matera prima del loro
abbandono, è inoltre possibile visitare una tipica casa-grotta arredata
con mobili ed attrezzi d'epoca
I Sassi di Matera: armonica convivenza tra uomo e natura
I Sassi di Matera, situati in una località assai povera di acqua, rappresentano anche uno straordinario esempio di sapiente utilizzo delle risorse naturali e di armonica convivenza tra l' uomo e la natura. Fin dall' Età del Bronzo l' acqua veniva conservata per i periodi di siccità grazie a un ingegnoso sistema di raccolta, convogliandola attraverso canali all'interno di cisterne scavate nella roccia calcarea. Orti, giardini pensili e stradine poggiano spesso sui tetti di abitazioni sottostanti; le case sono illuminate dall' alto; all' interno, grazie al potere isolante del tufo, la temperatura si mantiene costante sui 15 gradi.
La citazione
“……Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano
Sassi… Hanno la forma con cui, a scuola immaginavamo l'inferno di Dante… in quello stretto spazio
tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono
insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di
sopra e tetti per quelli di sotto… alzando gli occhi vidi
finalmente apparire, come un muro obbliquo, tutta
Matera.
…È davvero una città bellissima, pittoresca e
impressionante”
Dal libro “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi